Responsabilità medica: esempio pratico di come si richiede e come si calcola il danno non patrimoniale
1. Esempio pratico: scenario di fatto e domanda di danno non patrimoniale
Immagina un paziente di 50 anni, operaio, sottoposto nel 2024 a intervento ortopedico in elezione per protesi d’anca, con complicanze dovute a errore tecnico (malposizionamento della protesi) e successiva revisione chirurgica. 18 Il paziente agisce in giudizio contro struttura e chirurgo chiedendo, oltre al danno patrimoniale, il danno non patrimoniale da lesione del diritto alla salute ex art. 2059 c.c. e art. 32 Cost., con liquidazione secondo tabelle milanesi 2024 e artt. 138?139 cod. ass. richiamati dalla L. 24/2017. 21 22 Nella citazione si allegano: invalidità permanente (es. 20%), periodi di inabilità temporanea, sofferenza psichica, limitazioni alla vita quotidiana, rinuncia ad attività sportive e impatto sulla vita familiare, così da adempiere all’onere di allegazione specifica del danno?conseguenza.
2. Passo 1 – Quantificazione base con tabelle TUN / Milano (danno dinamico?relazionale)
Il giudice accerta, tramite CTU, un’invalidità permanente del 20% e un periodo di invalidità temporanea totale di 60 giorni + parziale di 90 giorni. 18 Sulle macrolesioni oggi si applica la Tabella Unica Nazionale (TUN) ex art. 138 cod. ass., come valorizzata dalla L. 24/2017 e dal DPR 12/2025, che fissa il valore del punto di invalidità in funzione di età e grado, con metodo “a punto”. 19 Parallelamente, le tabelle milanesi 2024 costituiscono parametro equitativo nazionale per il danno non patrimoniale (danno dinamico?relazionale + sofferenza soggettiva). 20 22 Il giudice individua quindi:
- valore base del punto per soggetto di 50 anni e invalidità 20% (es. 1.500 euro a punto: dato solo esemplificativo) → 1.500 x 20 = 30.000 euro per il danno dinamico?relazionale standard;
- importi giornalieri per invalidità temporanea (es. 100 euro/die per ITT, 50 euro/die per ITP) → 60 x 100 + 90 x 50 = 9.750 euro.
3. Passo 2 – Sofferenza soggettiva e personalizzazione
Le tabelle milanesi, recependo Cass. 25164/2020, distinguono tra danno dinamico?relazionale (biologico) e danno da sofferenza soggettiva interiore (morale). 21 Su base tabellare, alla lesione del 20% per soggetto di 50 anni può corrispondere un range percentuale per la sofferenza (es. 15–30% del dinamico?relazionale). 21 Il giudice, valutando l’intensità del dolore, la durata delle cure, il timore per l’esito, il disagio nel lavoro e nella vita affettiva, può riconoscere, ad esempio, un +25%: 30.000 x 25% = 7.500 euro. 21 Inoltre, se emergono circostanze specifiche e non ordinarie (es. perdita definitiva di un’attività sportiva agonistica, difficoltà sessuali, rottura di progetti di vita), il giudice può personalizzare il solo danno dinamico?relazionale fino al +30% per macropermanenti: 30.000 x 20% = 6.000 euro aggiuntivi. Totale non patrimoniale:
- dinamico?relazionale base: 30.000
- personalizzazione: +6.000
- sofferenza soggettiva: +7.500
= 43.500 euro, cui si sommano 9.750 euro per invalidità temporanea → 53.250 euro complessivi (numeri puramente illustrativi).
4. Passo 3 – Unitarietà del danno non patrimoniale e limiti (no duplicazioni)
Tutto il pregiudizio non patrimoniale alla salute del paziente va liquidato unitariamente ex art. 2059 c.c., evitando duplicazioni tra etichette diverse (biologico, morale, esistenziale) per le stesse conseguenze. 23 La struttura delle tabelle milanesi consente proprio questa unitarietà: un unico importo che somma danno dinamico?relazionale e sofferenza soggettiva, con eventuale personalizzazione, restando vietato aggiungere ulteriori voci autonome (“danno esistenziale”, “danno alla vita di relazione”) se descrivono gli stessi effetti già considerati. Il giudice deve motivare:
- scelta delle tabelle (di regola Milano 2024 come parametro nazionale);
- percentuale di sofferenza soggettiva applicata;
- ragioni della personalizzazione (fatti specifici allegati e provati, anche per presunzioni). 20 7 In mancanza di allegazioni concrete, si resta nel solo standard tabellare, senza aumenti massimi.
