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Corte di Cassazione - Penale (il diritto alla salute prevale su quello dell’obiettore di coscienza)

16.04.2013
In sintesi:
Il fatto Una ginecologa è stata condannata per il reato di omissione di atti d’ufficio in quanto, trovandosi in servizio di guardia medica nel reparto di ostetricia e ginecologia, chiamata ad assistere una paziente che era stata sottoposta ad intervento di interruzione volontaria di gravidanza mediante somministrazione farmacologica, si è rifiutata di visitarla e di assisterla, in quanto obiettrice di coscienza, nonostante le richieste di intervento dell'ostetrica e i successivi ordini di servizio impartiti telefonicamente dal primario e dal direttore sanitario. Profili giuridici I giudici della Suprema Corte hanno confermato la sentenza di condanna emessa dal giudice d’appello, evidenziando come la legge tuteli il diritto di obiezione di coscienza entro lo stretto limite delle attività...

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