ISTAT - Nota 11 maggio 2026
Cause di morte in italia | Anno 2023.
Note:
[1]Emanata dall'Istituto nazionale di statistica.
Preambolo
Nel 2023 56mila decessi in meno rispetto al 2022, 36mila in meno per covid-19
Nel 2023 aumenta la mortalità per malattie respiratorie e infettive
Forte flessione della mortalità per covid-19 nel 2023 su tutto il territorio
Dal 2015 trend di mortalità in calo per malattie circolatorie e tumori
Tumori e cause esterne principali cause di morte sotto i 50 anni
Mortalità tra i 50-79enni in diminuzione, livelli inferiori a quelli pre-pandemia
Nel 2023 tre quarti dei decessi per covid-19 avvengono tra gli ultraottantenni
Al sud e nelle isole livelli di mortalità del 2023 più elevati di quelli pre-pandemici
Dal 2020 aumenta la mortalità per cadute negli anziani, lieve calo nel 2023
Italia sotto la media ue27 per molte cause, ma non per diabete
Glossario
Nota metodologica
Nel 2023 il tasso di mortalità cala per tutte le principali cause di morte, tranne le malattie respiratorie e infettive
Nel 2023, i decessi sono stati 666.131, quasi 56mila in meno rispetto al 2022 (-8%).
Il tasso di mortalità per il complesso delle cause è diminuito rispetto al 2022 ed è tornato a un valore simile a quello osservato nel 2019.
La mortalità per Covid-19 è diminuita del 69% rispetto all'anno precedente, con tassi che raggiungono valori molto bassi in tutte le aree del Paese. Il calo si osserva per qualsiasi fascia di età ed è più rilevante tra gli under80.
Tra le principali cause di morte, le malattie respiratorie aumentano per il secondo anno consecutivo, in particolare tra gli over65, per effetto della ripresa della mortalità per polmoniti (particolarmente contenuta nel 2021). I tassi di mortalità per queste cause sono comunque ancora inferiori a quelli pre-pandemici.
La mortalità per malattie infettive prosegue l'andamento in crescita registrato dal 2020.
Con il presente report, l'Istat diffonde i principali risultati derivanti dai dati definitivi della rilevazione sui decessi e le cause di morte del 2023. I dati sono desunti dalle schede individuali per la denuncia delle cause di morte, che riportano le informazioni demografiche, territoriali (sia sulla residenza sia sul luogo del decesso) e quelle relative a malattie, traumatismi o eventi esterni che hanno causato oppure contribuito alla morte, fornite dai medici. Tramite queste informazioni viene individuata la causa iniziale, ovvero quella direttamente responsabile del decesso, analizzata nel presente report.
Nel 2023 56mila decessi in meno rispetto al 2022, 36mila in meno per covid-19
Nel 2023, in Italia si sono registrati complessivamente 666.131 decessi, un valore in diminuzione del 7,7% rispetto al 2022 (721.974 decessi); il dato permane tuttavia superiore (+4,5%) a quello medio osservato nel biennio pre-pandemico 2018-2019 (637.198).
Nel 2023, le cause di morte più frequenti nella popolazione si confermano le malattie del sistema circolatorio (206.119 decessi) e i tumori (175.147), che insieme causano il 57% del totale dei decessi; seguono le malattie del sistema respiratorio e le demenze (inclusa la malattia di Alzheimer), responsabili rispettivamente dell'8% e del 5% dei decessi.
Se tra le donne i decessi per malattie del sistema circolatorio (33% dei decessi totali) presentano una frequenza superiore rispetto ai tumori (23%), tra gli uomini i tumori sono lievemente prevalenti (30% contro il 28% delle malattie circolatorie). Inoltre, tra le donne i decessi per demenze sono più diffusi (7% dei decessi totali tra le donne vs 3% tra gli uomini).
Nel 2023 si registra una marcata contrazione della mortalità per Covid-19: i decessi dai 51.630 del 2022 scendono a 15.895 (-69%). Parallelamente, si osserva un incremento del 4,4% dei decessi dovuti a malattie del sistema respiratorio, che passano da 50.686 a 52.925, e per le malattie infettive (+4,8%); risulta invece marginale l'incremento relativo ai tumori.
Rispetto alla media 2018-2019 si rileva un aumento dei decessi per la maggior parte dei gruppi di cause considerati: le variazioni più rilevanti riguardano le malattie dell'apparato genito-urinario (+34%) e le malattie infettive (+24%); una crescita più contenuta interessa il diabete mellito (+7,5%), le cause esterne (+6,6%) e le malattie dell'apparato digerente (+3,7%), mentre le malattie respiratorie mostrano solo una lieve variazione (+0,4%).
Prospetto 1. Decessi per le principali cause di morte per sesso.
Media 2018-2019, anni 2022 e 2023. Valori assoluti
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
Nel 2023 aumenta la mortalità per malattie respiratorie e infettive
Per descrivere gli andamenti della mortalità generale e per causa depurata dall'effetto dell'invecchiamento della popolazione è necessario utilizzare il tasso standardizzato per età.
Nel 2023, il tasso standardizzato di mortalità per il complesso delle cause si è attestato a 82,6 decessi per 10mila abitanti, evidenziando una flessione rispetto ai valori del 2022 (90,4) e del 2021 (89,9). Dopo gli aumenti osservati nel periodo pandemico, l'indicatore è tornato in linea con i livelli del 2018 (82,9) e del 2019 (82,5). Sebbene la mortalità maschile permanga superiore a quella femminile, si osserva una progressiva riduzione del differenziale di genere, precedentemente aumentato a causa degli effetti della pandemia che aveva fortemente penalizzato gli uomini.
Come negli anni precedenti, anche nel 2023 i tassi più elevati si registrano per le malattie del sistema circolatorio nel loro complesso (24,7 morti per 10mila abitanti), per i tumori (22,8) e l'insieme delle malattie respiratorie (6,4). Il tasso di mortalità per Covid-19, che negli anni dal 2020 al 2022 era la terza causa di morte, si riduce di oltre il 70%, passando da 6,4 a 1,9.
In controtendenza rispetto alla diminuzione registrata per la gran parte delle cause di morte risulta l'aumento dei tassi di mortalità per malattie infettive (+3,3% rispetto al 2022) e per malattie del sistema respiratorio nel loro complesso (+3,1%). Tale incremento è riconducibile all'aumento di polmonite e influenza (+15,3%), mentre risultano stabili o in calo i tassi per le altre malattie respiratorie. In lieve aumento anche il tasso dei decessi per sintomi, segni e risultati anormali di esami clinici o di laboratorio non altrove classificati (+0,8%), categoria che raggruppa i decessi per cause non ben precisate.
Le cause che mostrano una riduzione dei tassi di maggiore entità sono, oltre al Covid-19, le malattie circolatorie nel loro complesso (-8,5%), demenza e Alzheimer (-8,2%), diabete (-8,1%) e cause esterne (-6,4%). Tra le malattie circolatorie, la riduzione si osserva per tutti i sottogruppi, in particolare per le malattie ischemiche del cuore (-11,4%), seguite dalle malattie cerebrovascolari (-9,5%), le altre malattie del sistema circolatorio (-7,5%) e le altre malattie del cuore (-5,2%).
Figura 1. Mortalità per le principali cause di morte e mortalità per il complesso delle cause per sesso.
Anni 2022 e 2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
Forte flessione della mortalità per covid-19 nel 2023 su tutto il territorio
A quattro anni dall'esordio della pandemia, l'evoluzione della mortalità per Covid-19 mostra un andamento decrescente dei tassi annuali, simile nei due generi, con livelli che si mantengono tra gli uomini circa doppi rispetto alle donne. Nel 2023, il tasso scende a 2,8 decessi per 10mila tra gli uomini e a 1,4 tra le donne. La riduzione che si osserva tra il 2022 e il 2023 è nettamente più marcata di quella degli anni precedenti, con il tasso che diminuisce complessivamente del 70% in un anno, per entrambi i sessi.
I tassi crescono all'aumentare dell'età: nel 2023 il tasso è 0,03 per 10mila tra i più giovani, 0,4 nella fascia 50-44, 3,4 nella fascia 65-79 e 26,3 tra i più anziani. Tuttavia, gli andamenti per età nel corso dei quattro anni sono differenti: nelle classi più giovani (fino a 64 anni di età), al leggero aumento osservato tra il 2020 e il 2021, segue la diminuzione nei due anni successivi. Nella fascia 65-79 anni si osserva un andamento decrescente in tutto il periodo, più lieve tra il 2020 e il 2021 e più marcato negli anni successivi. Nella classe più anziana il tasso si riduce del 27% già tra il 2020 e il 2021, mantenendosi pressoché stabile tra il 2021 e il 2022, per poi ridursi del 67% tra il 2022 e il 2023. La riduzione della mortalità per Covid-19 tra il 2022 e il 2023 è dunque netta in tutte le età: è più accentuata tra i giovani-adulti (-82% tra gli under50) e si riduce tra gli over50 all'aumentare dell'età.
Tra gli over80 si è concentrato ben il 74% dei decessi del 2023 dovuti a Covid-19, una quota superiore a quella degli anni precedenti (63% nel 2020, 57% nel 2021 e 69% nel 2022) e più elevata di quella osservata per il complesso delle cause, che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno al 65%.
Nel corso della pandemia, la geografia della mortalità ha subito una netta evoluzione: se il 2020 ha visto l'impatto maggiore al Nord, specialmente nel Nord-ovest, l'anno successivo anche il Sud si è aggiunto alle aree più colpite. Nel 2022 il primato del tasso più elevato è passato alle Isole, mentre il 2023 si caratterizza per una rinnovata convergenza territoriale: il tasso varia tra 2,1 decessi per 10mila abitanti al Centro e nelle Isole e l'1,7 nel Nord-ovest. Infine, il Nord ha mostrato un andamento costantemente decrescente nel tempo, mentre le altre ripartizioni hanno presentato picchi e flessioni in momenti diversi: il valore più elevato è stato raggiunto nel 2021 dal Centro e dal Sud e nel 2022 dalle Isole; nel 2023, le flessioni più marcate si sono registrate nelle Isole (-75%) e al Sud (-72%), le aree che nel 2022 risultavano essere le più colpite.
Figura 2. Mortalità per covid-19 per sesso, età, e ripartizione geografica.
Anni 2020-2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte
Dal 2015 trend di mortalità in calo per malattie circolatorie e tumori
Il tasso di mortalità per le malattie del sistema circolatorio mostra un andamento tendenzialmente decrescente tra il 2015 e il 2023, passando dal 32,9 al 24,7, pur con lievi oscillazioni in alcuni anni. Nel 2023 la mortalità per le patologie del sistema circolatorio raggiunge il valore più basso dal 2015. Tale evoluzione è riconducibile alla significativa contrazione della mortalità per le malattie ischemiche (infarto acuto del miocardio e altre malattie ischemiche croniche) e per le malattie cerebrovascolari (ictus e le sue conseguenze).
Il tasso di mortalità per tumori ha un andamento costantemente in diminuzione, che si conferma anche nel 2023, raggiungendo il 22,9 a fronte del 25,6 del 2015. La diminuzione dei tassi si osserva per tutte le principali sedi tumorali: mammella nella donna, polmone e colon-retto.
L'andamento del tasso di mortalità per malattie respiratorie è altalenante, in quanto è fortemente influenzato dai decessi per polmonite e influenza, che presentano una spiccata variabilità. In particolare negli anni tra il 2020 e il 2023, con l'avanzare dell'epidemia di Covid-19, si osserva un iniziale aumento della mortalità per polmoniti dovuto probabilmente alla mancata identificazione delle polmoniti da Covid-19 registrate come non specificate, cui segue, nel 2021, una forte riduzione dovuta a una migliore identificazione della polmonite da Covid-19 e a un calo di polmoniti da altri agenti patogeni grazie alle misure di contenimento dell'epidemia. La mortalità per malattie del sistema respiratorio torna a crescere nel 2022 e nel 2023, pur rimanendo leggermente inferiore a quella del periodo pre-pandemico Covid-19 (2015-2019).
Una marcata variabilità caratterizza i tassi di mortalità per demenze, inclusa la malattia di Alzheimer, che pertanto non presentano un trend univoco di crescita o di flessione.
La mortalità per cause esterne si mantiene abbastanza stabile nel periodo 2015-2019, raggiunge un minimo nel 2020 per poi aumentare fino al 2022; nel 2023, il tasso subisce una lieve flessione, tornando a valori comparabili a quelli degli anni pre-pandemici.
Il tasso di mortalità per diabete diminuisce a partire dal 2020, anno in cui si è verificata una forte crescita che interrompeva il trend di diminuzione osservato tra il 2015 e il 2019. Nel 2023 il valore del tasso torna simile a quello osservato negli anni subito precedenti la pandemia. Se per le malattie dell'apparato digerente i tassi di mortalità sono sostanzialmente stabili, per le malattie dell'apparato genitourinario la riduzione del 2023 interrompe l'andamento in crescita osservato fin dal 2018; per le malattie infettive continua l'andamento crescente iniziato nel 2020.
Figura 3. Mortalità per le principali cause di morte.
Anni 2015-2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
Tumori e cause esterne principali cause di morte sotto i 50 anni
Per la popolazione al di sotto di 50 anni di età, nel 2023, prosegue la riduzione del tasso di mortalità complessivo già registrata nel 2022 (-3% tra il 2022 e il 2023), dopo la crescita osservata nel 2020 e nel 2021. Il valore del tasso in questa fascia di età si attesta su 5,1 decessi ogni 10mila abitanti, leggermente più elevato di quello del 2019 (4,9) che è il più basso registrato tra il 2015 e il 2023. I livelli di mortalità degli uomini sono più elevati di quelli delle donne e la differenza fra i tassi si mantiene sostanzialmente costante nel periodo considerato.
Tra gli under50, i tumori rappresentano la principale causa di morte (circa il 30% della mortalità totale), seguiti dalle cause esterne (22%) e dalle malattie del sistema circolatorio (12%). La mortalità per sintomi, segni e stati morbosi mal definiti incide per l'8%. Le malattie del sistema nervoso e quelle che hanno origine nel periodo perinatale (che concentrano la mortalità nel primo anno di vita) spiegano, ciascuna, circa il 5% della mortalità totale. Nel 2023 il tasso di mortalità per Covid-19 raggiunge il valore di 0,03 decessi per 10mila abitanti (107 casi), mentre negli anni tra il 2020 e il 2022 si riscontravano tassi prossimi a quelli di altre frequenti cause di morte, come ad esempio le malattie del sistema nervoso.
Nel 2023 si registra una generale flessione della mortalità rispetto all'anno precedente per quasi tutte le cause principali. In controtendenza, aumentano i decessi per malattie del sistema nervoso (+6%) e per sintomi e segni (+3%). Queste due categorie mostrano una crescita anche nel lungo periodo: il tasso per le malattie neurologiche è superiore del 12% rispetto al 2015, quello per i sintomi e segni segue un andamento crescente (tra il 2019 e il 2020 vi è un'interruzione di serie dovuta a variazioni nei criteri di classificazione [1]). Per quanto riguarda le cause esterne, il periodo 2015-2023 evidenzia una lieve diminuzione complessiva, nonostante la risalita osservata tra il 2020, valore minimo della serie, e il 2022. Tutte le altre cause analizzate risultano in calo rispetto ai livelli pre-pandemici.
Figura 4. Mortalità a 0-49 anni per sesso e per le principali cause di morte.
Anni 2015-2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
[1] Per approfondimenti sulle variazioni dei criteri di classificazione che hanno condotto a un aumento dei decessi per sintomi e segni si veda la nota informativa al seguente link: https://www.istat.it/comunicato-stampa/decessi-e-cause-di-morte-limpatto-delladozione-della-versione-2019-dellicd10-sui-trend-di-mortalita-per-causa/
Mortalità tra i 50-79enni in diminuzione, livelli inferiori a quelli pre-pandemia
Per le classi di età 50-64 e 65-79 anni, prosegue l'andamento decrescente del valore dei tassi di mortalità, dopo il picco del 2020. Nel 2023, i tassi raggiungono 37,8 decessi per 10mila per i primi e 163,1 per i secondi, scendendo su livelli inferiori a quelli del 2019 in entrambe le classi di età. Distinguendo per sesso, solo per le donne di 65-79 anni si osserva un valore del tasso lievemente superiore a quello del 2019.
Le principali cause di morte nella classe 50-64 anni sono i tumori, con un tasso, nel 2023, di 18,0 decessi per 10mila abitanti, quasi la metà del tasso di mortalità complessivo per questa classe di età. Seguono le malattie circolatorie con un tasso ben più basso (6,9). Sotto il livello di 3 decessi per 10mila si collocano le cause esterne, le malattie dell'apparato digerente, le malattie del sistema nervoso e i sintomi e segni. Il Covid-19 raggiunge un tasso di 0,4 decessi per 10mila, decisamente inferiore a quello degli anni precedenti in cui la mortalità per Covid-19 era inferiore solo a quella per tumori e malattie circolatorie. Con l'eccezione dei sintomi e segni, tutte le principali cause di morte nel 2023 hanno fatto registrare una diminuzione dei livelli di mortalità rispetto al 2022, mentre nel lungo periodo risulta in aumento la mortalità per malattie del sistema nervoso oltre a quella per sintomi e segni.
Anche nella fascia 65-79 anni, i tumori si confermano la principale causa di morte, sebbene patologie come le malattie del sistema circolatorio, del sistema respiratorio e il diabete assumano un rilievo maggiore rispetto alle classi di età più giovani. Tra il 2022 e il 2023 si registra una flessione generalizzata della mortalità per quasi tutte le cause principali; spicca, in particolare, il crollo della mortalità per Covid-19, che, anche in questa fascia di età, fino al 2022 era inferiore solo a quella da tumori e malattie circolatorie. Solamente la mortalità per le malattie del sistema respiratorio, nel 2023, ha mostrato un valore stabile e prossimo ai livelli pre-pandemici. Nel lungo periodo, si conferma un andamento in calo per tutte le principali cause, con l'unica esclusione dei sintomi e segni.
Figura 5. Mortalità a 50-79 anni per classe di età e sesso e per le principali cause di morte.
Anni 2015-2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte
Nel 2023 tre quarti dei decessi per covid-19 avvengono tra gli ultraottantenni
Nel 2023, la mortalità complessiva tra gli ultraottantenni è in calo (quasi -10% rispetto al 2022), riportando i tassi ai livelli pre-pandemici. Il tasso di mortalità generale si è attestato a 968,8 decessi per 10mila abitanti (963,6 nel 2019). Nonostante la diminuzione abbia interessato in egual misura entrambi i sessi, la mortalità maschile risulta inferiore ai livelli del 2019, mentre quella delle donne è ancora lievemente superiore.
Tra gli over80, la mortalità per malattie del sistema circolatorio supera quella per tumori e spiega il 36% della mortalità totale. Contestualmente, assumono maggiore rilevanza le malattie del sistema respiratorio e le demenze, inclusa la malattia di Alzheimer.
Nel 2023 la mortalità per quasi tutte le principali cause di morte diminuisce rispetto all'anno precedente. Unica eccezione è la mortalità per le malattie del sistema respiratorio, che tuttavia mantiene valori inferiori a quelli pre-pandemici. Nel lungo periodo, il diabete e i sintomi e segni mostrano un trend di crescita, nonostante la lieve riduzione nel 2023. Anche tra gli ultraottantenni si registra una drastica riduzione della mortalità per Covid-19, che con un tasso di 26,4 decessi per 10mila abitanti incide per meno del 3% sul totale della mortalità (negli anni precedenti il Covid-19 aveva un peso sulla mortalità superiore a molti altri gruppi di malattie analizzati). Sebbene la mortalità per Covid-19 sia diminuita tra gli over80, questi restano i soggetti più colpiti, registrando nel 2023 ben 11.790 decessi, ovvero oltre i due terzi del dato complessivo.
Figura 6. Mortalità a 80 anni e più per sesso e per le principali cause di morte.
Anni 2015-2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
Al sud e nelle isole livelli di mortalità del 2023 più elevati di quelli pre-pandemici
I livelli di mortalità per tutte le cause mostrano sostanziali differenze territoriali: al Sud e nelle Isole si registrano, nel 2023, tassi superiori a 90 morti per 10mila abitanti, valori nettamente più alti rispetto a quelli del Centro-Nord; il Nord-est ha il tasso più basso (76,5). Rispetto al 2022, la mortalità diminuisce in tutte le aree di oltre il 9%, tranne al Sud dove la riduzione si ferma al -6%. Il Sud e le Isole hanno livelli di mortalità per il complesso delle cause ancora superiori a quelli degli anni precedenti la pandemia, al Centro si è tornati a valori simili a quelli pre-pandemici, mentre nel Nord si sono raggiunti valori inferiori.
Rispetto al Centro-Nord, il Sud e le Isole evidenziano tassi più elevati per diabete mellito, malattie circolatorie e, in misura minore, malattie respiratorie. Nonostante i tassi più elevati di mortalità per tumori si registrino nel Nord-ovest, anche il Sud presenta valori superiori alla media nazionale. Per le demenze e la malattia Alzheimer, al contrario, i tassi più contenuti si rilevano nel Sud e quelli più elevati nel Nord-ovest e nelle Isole.
Nell'ultimo anno diminuisce su tutto il territorio la mortalità per le principali cause, tranne le respiratorie, che aumentano in tutte le ripartizioni a eccezione del Nord-ovest. Nel Sud si osserva una riduzione della mortalità per demenze e diabete più contenuta rispetto alle altre aree.
Rispetto ai livelli pre-pandemici i tassi per malattie del sistema circolatorio, tumori, demenza e Alzheimer diminuiscono su tutto il territorio. Tuttavia, mentre i tassi per tumori calano in maniera simile in tutte le aree, i tassi per le malattie del sistema circolatorio e per le demenze diminuiscono maggiormente al Nord, e solo di poco al Sud. Rispetto al periodo pre-pandemico, al Sud crescono i tassi per diabete e per malattie respiratorie.
Figura 7. Mortalità per le principali cause di morte e ripartizione geografica.
Media 2018-2019, 2022 e 2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
Dal 2020 aumenta la mortalità per cadute negli anziani, lieve calo nel 2023
Il gruppo delle cause esterne comprende cause di morte profondamente diverse tra loro; è quindi opportuno disaggregare il dato analizzando le diverse tipologie, poiché ciascuna presenta specificità nelle diverse classi di età.
Tra le cause esterne, gli incidenti di trasporto sono responsabili di un'importante quota di mortalità tra i più giovani. Nel 2023, con un tasso di 0,42 decessi per 10mila, queste cause sono state responsabili dell'8,3% della mortalità totale al di sotto dei 50 anni di età, dell'1,3% nelle persone di 50-64 anni e di meno dello 0,5% nelle altre classi di età. La mortalità per questi eventi si è ridotta nel 2023 rispetto all'anno precedente dopo un andamento caratterizzato da un minimo nel 2020. L'andamento temporale è simile in quasi tutte le classi di età, tranne negli ultraottantenni, per i quali il tasso risulta leggermente in aumento anche nel 2023.
Complessivamente i tassi di mortalità per suicidio diminuiscono nel 2023 rispetto all'anno precedente. Questa riduzione si riscontra tra gli ultraottantenni e tra i 50-64enni, mentre tra gli under50 e tra 65 e 79 anni c'è una sostanziale stabilità. Analizzando l'intero periodo 2015-2023, si osservano tendenze diverse per classe di età, sebbene il tasso riferito a tutta la popolazione sia relativamente stabile. Nei più giovani si ha un brusco aumento dei tassi nel 2021 e i livelli si mantengono costanti fino al 2023. Tra 50 e 79 anni si nota una tendenza alla diminuzione con alcuni picchi. Tra gli ultraottantenni, dopo un periodo di lieve diminuzione tra il 2015 e il 2019, c'è stato un aumento a partire dal 2020, seguito da una diminuzione solo nel 2023.
La mortalità dovuta a cadute accidentali, particolarmente rilevante tra gli ultraottantenni, fa registrare, a partire dal 2020, un notevole aumento; solo nel 2023 si riscontra una diminuzione dei tassi. Tuttavia, i tassi del 2023 risultano più elevati di quelli del periodo pre-pandemico. La tendenza all'aumento di queste cause si riscontra in tutte le classi di età oltre i 50 anni.
Figura 8. Mortalità per cause esterne per classe di età.
Anni 2015-2023. Tassi standardizzati per età (per 10mila abitanti)
Fonte: Istat, Indagine sui decessi e le cause di morte.
Italia sotto la media ue27 per molte cause, ma non per diabete
Nel 2023 l'Italia si conferma uno dei Paesi Ue con la mortalità più bassa, solo Spagna, Francia e Lussemburgo hanno valori inferiori. Il tasso standardizzato di mortalità [2] complessiva italiano è di 82,7 decessi per 10mila residenti contro una media europea di 96,3.
In Europa, circa un terzo della mortalità totale è causato dalle malattie del sistema circolatorio (32%) e un quarto dai tumori (25%). Le malattie del sistema respiratorio pesano per circa l'8%, seguite dalle demenze, inclusa la malattia di Alzheimer (5%), e le cause esterne (5%); il diabete è la causa di circa il 2% della mortalità. L'Italia ha un profilo per causa molto simile a quello medio europeo, ma con un peso più contenuto delle malattie circolatorie sulla mortalità complessiva (30%) e un peso più elevato per i tumori (28%). Più contenuta, rispetto alla media europea, è anche la quota di mortalità per cause esterne (4%), mentre il diabete mostra una maggior incidenza (3%). Profili simili a quello italiano si riscontrano in altri Paesi, anch'essi a bassa mortalità, quali Spagna, Svezia e Francia.
L'Italia, con un tasso standardizzato di mortalità per malattie del sistema circolatorio di 24,7 decessi per 10mila per abitanti, si colloca significativamente al di sotto della media europea (31,3), ma sopra Spagna, Danimarca, Paesi Bassi, Portogallo e Francia, che presenta il valore minimo (16,3). Anche per i tumori l'Italia mostra una mortalità più contenuta (22,9) rispetto alla media Ue27 (23,3); i livelli di mortalità più bassi per tumori si riscontano in Finlandia, Svezia, Lussemburgo, Malta e il più basso in assoluto si registra a Cipro (18,8). L'Italia si distingue per tassi di mortalità particolarmente bassi nelle cause esterne (superata solo da Bulgaria e Spagna), nelle malattie respiratorie e nelle demenze. Al contrario, la mortalità per diabete (2,8 per 10.000) eccede lievemente la media europea (2,4)
Il tasso standardizzato di mortalità italiano per Covid-19 (1,9 decessi per 10mila abitanti) risulta in linea con la media Ue27 (2,0). La maggior parte dei Paesi ha registrato valori prossimi alla media europea con un intervallo di variazione tra l'1,1 della Romania e il 4,4 della Grecia. La variabilità resta comunque contenuta: solo in tre Paesi si registra un valore del tasso superiore a 3 decessi per 10mila abitanti (Grecia, Cipro e Finlandia).
Figura 9. Mortalità per le principali cause in europa, 2023.
Tassi standardizzati (per 10mila abitanti)
Fonte: Eurostat
[2] I valori dei tassi presentati in questo paragrafo potrebbero differire da quelli riportati nel resto del testo in quanto Euro stat, nel calcolo dei tassi, include anche i decessi dei residenti in Italia avvenuti in altri Paesi Ue, non inclusi nel calcolo Istat.
Glossario
Causa iniziale di morte (o causa diretta): secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è "la malattia o il traumatismo che ha dato inizio alla catena di eventi morbosi che ha portato direttamente alla morte, oppure le circostanze dell'incidente o della violenza che hanno provocato il trauma mortale". La selezione e classificazione di questa causa avviene sulla base di dettagliate regole e linee guida contenute nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10).
ICD-10: Classificazione Internazionale delle malattie, dei traumatismi e dei problemi sanitari correlati, decima revisione, stilata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Oltre ai codici e alle indicazioni per la codifica di ciascuna entità diagnostica, contiene istruzioni e linee guida per la raccolta dei dati sulle cause di morte (scheda di decesso internazionale) e per la selezione e codifica della causa iniziale di morte (regole di codifica internazionali) (https://www.who.int/classifications/icd/en/).
Scheda di decesso Istat (Modelli Istat D4 e D4bis): Certificato per la denuncia della causa di morte da parte di un medico (DPR 285/1990), completato dall'ufficiale di stato civile per le informazioni demosociali. La parte a cura del medico contiene un quesito per la dichiarazione delle cause di morte. Tale quesito è suddiviso in due parti: nella parte 1, composta da più righe, va indicata la sequenza di eventi morbosi che ha condotto a morte, indicandone la causa originante nella prima riga e nelle successive righe le sue complicanze. Nella parte 2 il medico certificatore deve indicare gli eventuali altri stati morbosi rilevanti che hanno contribuito al decesso pur non facendo parte della sequenza indicata in parte 1. La scheda di decesso rispetta le raccomandazioni internazionali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la raccolta delle informazioni sulle cause di morte contenute nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10) (https://www.istat.it/it/archivio/4216, vedere "schede di morte" tra gli allegati).
Tasso di mortalità standardizzato per età: indicatore che fornisce la misura della mortalità al netto della struttura per età della popolazione, utilizzato per i confronti nello spazio e/o nel tempo. Il valore esprime il livello della mortalità come numero di morti per 10mila abitanti. I tassi presentati sono stati calcolati con riferimento ai decessi e alla popolazione residente in Italia e la popolazione utilizzata come standard è quella europea proposta da Eurostat (Revisione 2013). Le classi di età utilizzate nella procedura di standardizzazione sono quinquennali con l'eccezione delle due classi iniziali (0, 1-4 anni) e finale aperta (95 anni ed oltre). In questo report, il valore medio del tasso per il periodo 2018-2019 è calcolato come media dei tassi dei singoli anni 2018 e 2019.
Nota metodologica
Le informazioni sulle cause di morte derivano dall'Indagine sui decessi e le cause di morte (indagine sottostante Regolamento Comunitario, maggiori informazioni sull'indagine alla pagina https://www.istat.it/it/archivio/4216) e si basano sulle schede (modelli Istat D4 e D4bis) compilate dai medici curanti o necroscopi per tutti i decessi avvenuti in Italia. Sulla scheda di morte il medico riporta, entro 24 ore dal decesso, le condizioni morbose che hanno avuto un ruolo nel determinare il decesso, sulla base delle informazioni possedute al momento della compilazione. La codifica delle cause di morte e la selezione della causa iniziale è effettuata secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10), versione del 2019, che include i codici per Covid-19 (https://icd.who.int/browse10/2019/en/). Viene utilizzato il sistema automatico di codifica Iris (www.irisinstitute.org) (versione 5.8). La causa iniziale di morte è definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come "la malattia o il traumatismo che ha dato inizio alla catena di eventi morbosi che ha portato direttamente alla morte, oppure le circostanze dell'incidente o della violenza che hanno provocato il trauma mortale". Per la codifica e la selezione delle causa iniziale nei casi Covid-19 sono state applicate le raccomandazioni dell'OMS come descritto nel Rapporto ISS-Istat sulla definizione, certificazione e classificazione dei decessi per Covid-19, al quale si rimanda per ulteriori dettagli.
Le modalità per la compilazione della denuncia delle cause di morte sono normate dal DPR n. 285 del 1990 ("Regolamento di Polizia Mortuaria"), che prevede che il certificato cartaceo sia compilato dai medici in doppia copia. Dopo il passaggio per l'Ufficio di stato civile del Comune di decesso per la compilazione della parte del certificato di propria competenza, una copia viene inviata all'Istat e l'altra alla ASL.
L'accresciuto fabbisogno informativo causato dalla crisi sanitaria ha reso ancora più evidente le criticità d i tale flusso, le difficoltà, cioè a raccogliere tutti i modelli dai territori e l'impatto sulla tempistica del rilascio dei dati. L'esigenza di rendere più efficiente il flusso di produzione del dato di mortalità per causa è stata quindi recepita nel Decreto Rilancio (Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34), in particolare all'articolo 12 concernente l'accelerazione dell'acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi. Questo articolo, in sintesi, prevede che la denuncia delle cause di morte venga compilata dai medici attraverso il Sistema Tessera Sanitaria del Ministero dell'economia e delle finanze e che il Sistema Tessera Sanitaria renda immediatamente disponibili tali informazioni all'Istat. Il 16 aprile 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM (1° aprile 2025) che regolamenta il passaggio alla certificazione elettronica delle cause di morte, prevista dall'art 12 del DL 34/2020.
I dati utilizzati per le analisi delle cause di morte (causa iniziale) sono disponibili sul sito web dell'Istituto Nazionale di Statistica ai link https://esploradati.istat.it/databrowser/#/, Tema "Salute e sanità", voce "Cause di morte".
Per le analisi per età sono stati calcolati i tassi standardizzati età specifici (0-49, 50-64, 65-79, 80 e più) con il metodo di standardizzazione diretta, utilizzando la popolazione standard europea del 2013 (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/ks-ra-13-028) applicata ai quozienti età specifici.
I dati utilizzati per i confronti tra Paesi europei sono disponibili sul sito dell'Eurostat al link https://ec.europa.eu/eurostat/en/data/database, Tema "Population and social conditions, Health, Causes of death, General mortality". I valori dei tassi di mortalità per l'Italia riportati sul sito dell'Eurostat potrebbero discostarsi lievemente dal dato commentato nel resto del report, in quanto l'Eurostat include nel calcolo dei decessi anche quelli dei residenti in Italia deceduti nei paesi europei.
Cause di morte considerate e codici della classificazione ICD-10