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CORTE d’APPELLO di ROMA – (può il Ministero della Salute essere tenuto a risarcire il danno per condotta omissiva in favore di un soggetto infettato dal virus dell’Epatite «C» quando all’epoca della trasfusione l’agente patogeno non era ancora conosciuto?).

31.10.2006 Giurisprudenza
In sintesi:
Massima § - Il rilevante tempo trascorso tra la trasfusione e l'insorgenza dell'infezione (22 anni), valutato unitamente alla molteplicità di eventi che possono rendersi responsabili della eziopatogenesi dell'infezione HCV, in assenza di esami ematochimici e di laboratorio eseguiti nel periodo intermedio, non consente di ritenere il nesso causale tra la trasfusione e l'insorgere dell'infezione. Il nesso causale va peraltro escluso anche in senso giuridico. Infatti, come ha già ritenuto la giurisprudenza di legittimità, finché non erano conosciuti dalla scienza medica mondiale, i virus della HIV, HBC ed HCV e quindi i tests di identificazione degli stessi, proprio perché l'evento infettivo da detti virus era già astrattamente inverosimile, poiché addirittura anche astrattamente sconosciuto,...

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